LE CONFRATERNITE DI MESSINA

Le Confraternite, che ebbero il periodo più fecondo tra la seconda metà del 1500 e la prima del 1600, hanno marcato tangibilmente il tessuto sociale ed i luoghi della vita ordinaria. Esse hanno segnato, in qualche modo, un itinerario che si è snodato nella storia esprimendo una precisa identità e facendosi carico di istanze e bisogni, risposta concreta di una certa mentalità a un mondo che, pur contraddittorio, veniva segnato dal loro modo di concepirsi e di essere presenza. Tante persone aderivano, non ad associazioni di categoria, ma a luoghi di attenzione e di educazione, di aiuto e di condivisione. Nella frammentarietà delle situazioni si è manifestato, anche attraverso di esse, un tipo di uomo, la sua cultura, la cui radice e la cui verità sono state capaci di abbracciare ogni situazione, senza pregiudizi e senza censure. Anche oggi esistono aggregazioni la cui esistenza si colloca nell'alveo che ha generato le confraternite antiche, le quali operano nel sociale e si fanno carico dei bisogni sia dei loro membri sia delle persone che incontrano nel loro quotidiano.
Come disse Giovanni Paolo II in piazza S. Pietro a Roma il 1 aprile 1984, in occasione del Giubileo Internazionale delle Confraternite: "Come allora, anche oggi Cristo chiama gli uomini alla fede, alla carità, alla speranza; e tra coloro che lo seguono, sceglie i discepoli e gli apostoli ai quali affida il compito di testimoniare, predicare e attuare nel mondo il suo Vangelo".

ARCICONFRATERNITA DEI VERDI
ARCICONFRATERNITA DEI BIANCHI

ARCICONFRATERNITA DEI ROSSI
ARCICONFRATERNITA DEGLI AZZURRI
CONFRATERNITA DEL SS. CROCIFISSO detto il RITROVATO
CONFRATERNITA ANIME DEL PURGATORIO detta anche DELLA CONSOLAZIONE
CONFRATERNITA DEGLI ARGENTIERI
CONGREGAZIONE DEGLI OREFICI E DEGLI ARGENTIERI
CONFRATERNITA DEGLI ARTIFICIERI
CONFRATERNITA DEI BARBIERI
CONGREGAZIONE BEATA VERGINE DEL ROSARIO DELL'AVE MARIA
CONFRATERNITA DEI BOTTAI
CONFRATERNITA DEI BOTTEGAI
CONFRATERNITA DEI CALZOLAI
CONFRATERNITA DEI COCCHIERI
CONFRATERNITA CONCEZIONE
CONFRATERNITA DEI CONCIATORI DI PELLI detta anche di S. BARTOLOMEO
CONFRATERNITA DEI CONFETTIERI
CONFRATERNITA DEI CORDARI o DI S. MICHELE ARCANGELO
CONFRATERNITA DEI CUOCHI E PASTICCIERI
CONFRATERNITE DEI DISCIPLINANTI
CONFRATERNITA DEI FABBRO-FERRAI
CONFRATERNITA DEI FACCHINI
CONFRATERNITA DEI FALEGNAMI
CONFRATERNITA DEI FORNAI E PASTAI
CONFRATERNITA DEI FRUTTIVENDOLI
CONFRATERNITA DEI LINAIUOLI E MANNARI
CONFRATERNITA DEI MACELLAI
CONFRATERNITA MADONNA CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI
CONFRATERNITA DEI MARINAI
CONFRATERNITA DEI MEDICI E SPEZIALI
CONFRATERNITA MISERICORDIA DI S. ONOFRIO
CONFRATERNITA DEI MURATORI E MANOVALI
CONFRATERNITA DEI MUSICI
CONFRATERNITA NATIVITA' DI MARIA BAMBINA
CONFRATERNITA DEI NOBILI
CONFRATERNITA DEGLI OLEARI
CONFRATERNITA DEGLI OREFICI E ARGENTIERI
CONFRATERNITA DEGLI ORTOLANI
CONFRATERNITA DEI PESCATORI
CONFRATERNITA PIÈ DI GROTTA
CONFRATERNITA DEI PORTANTINI E LETTIGHIERI
CONFRATERNITA DEI PRETI
CONFRATERNITA DEL ROSARIO
CONFRATERNITA DEI SALUMAI E FRUTTIVENDOLI
CONFRATERNITA S. FILIPPO D'AGIRA
CONFRATERNITA S. FRANCESCO DEI MERCANTI
CONFRATERNITA S. GIOVANNI DECOLLATO
CONFRATERNITA S. MARIA DELL'ANDRIA
CONFRATERNITA S. MARIA DELL'ARCO
CONFRATERNITA S. MARIA DEL BOSCO
CONFRATERNITA S. MARIA DELLE GRAVIDELLE
CONFRATERNITA S. PLACIDO
CONFRATERNITA S. ROCCO
CONFRATERNITA SS. TRINITA'
CONFRATERNITA DEI SARTORI
CONFRATERNITA DEGLI SCARICATORI DEL PECULIO FRUMENTARIO
CONFRATERNITA SCHIAVI DELLA MADONNA DELLA LUCE
CONFRATERNITA DEGLI SCIABACOTI
CONFRATERNITA DEGLI STAFFIERI E PALAFRENIERI
CONFRATERNITA DEI TESSITORI
CONFRATERNITA DEI TINTORI
CONFRATERNITA VERGINE DELLA CROCE

Altre Confraternite le cui tracce si sono perse con il terremoto del 1908, molte delle quali, a seguito di tale evento nel 1927 cedettero i loro diritti al Vescovo, sono:

CONFRATERNITA GESÙ E MARIA DEL GRAN PRIORATO
CONFRATERNITA GESÙ E MARIA IN S. LEONE
CONFRATERNITA S. BIAGIO
CONFRATERNITA S. GIACOMO ALL'ANNUNZIATA
CONFRATERNITA S. LUCIA ALL'UCCELLATORE
CONFRATERNITA S. LUCIA ALL'OSPEDALE
CONFRATERNITA S. MARIA DELL'INDIRIZZO
CONFRATERNITA S. MARIA DI LAMPEDUSA
CONFRATERNITA S. MARIA DELLA LUCE
CONFRATERNITA SS. NOME DI MARIA
CONFRATERNITA SS. SACRAMENTO IN S. DOMENICO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARCICONFRATERNITA DEI VERDI

Fu istituita dall'abate Cataldo Porcio con il nome di Sacra Milizia dei Verdi, ed è fra quelle in vita la più antica confraternita della città. È nata come "società militare che avesse cura di assistere di continuo il SS. Sacramento, che ai cittadini infermi si somministrava; ed insigniti di una banda verde, armati di tutto punto, per difenderlo con cristiana libertà dalle ingiurie dei barbari sino all'ultima stilla di sangue". Si pervenne alla sua fondazione a seguito del dileggio di cui i Saraceni si rendevano protagonisti nei confronti del Viatico che in corteo veniva portato agli ammalati. Tale corteo, che seguiva la pisside contenente le ostie consacrate, tra due ceri accesi, era annunciato dallo scampanellio ininterrotto di un campanello. Ciò non era tollerato dagli Arabi e spesso creava tensioni, per le loro offese sacrileghe. La presenza araba in città era seguita alla pace sottoscritta dai Messinesi dopo centocinquant'anni di occupazione della Sicilia, che aveva visto Palermo divenire capitale di un emirato. Messina, con altre città della Sicilia orientale, aveva tenuto testa alla Mezzaluna, fino a che non dovette cessare la sua strenua difesa. Fu concessa una pace onorevole e si stabilì che i Saraceni abitassero fuori città, separati dalla popolazione locale; loro avrebbero inalberato sulle loro fortezze lo stendardo verde, mentre i Messinesi avrebbero mantenuto il loro stemma costituito da una Croce d'oro in campo rosso. Inoltre le due parti si sarebbero governate con le proprie leggi ed avrebbero amministrato la giustizia con i proprie magistrati, riconoscendo agli abitanti i loro antichi privilegi e la pratica del cristianesimo. Con gli anni, però, la prossimità e il dualismo religioso avevano fatto insorgere contrasti circa le pratiche religiose. La Confraternita dei Verdi era stata fondata per sottrarre il Santissimo agli insulti cui era fatto oggetto. Vi aderirono quei cittadini, per lo più cavalieri, che offrivano la loro scorta armata al passaggio del Santissimo. Quando Ruggero il Normanno, il cui intervento era stato invocato dai confrati, espulse gli Arabi da Messina, iniziando la liberazione dell'isola ne fece parte personalmente e vi fece iscrivere i suoi congiunti. Il Sodalizio ne ricavò anche dei privilegi e nel tempo assunse altri nomi il più famoso dei quali fu "La Candelora", perché ogni anno, il 2 febbraio i Verdi distribuivano ai fedeli le candele benedette. Ancora oggi, sono circa duecento, godono le privilegio di scortare l'Ostensorio durante la processione del Corpus Domini.

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ARCICONFRATERNITA DEI BIANCHI

Si chiamò così la confraternita che nel corso del XVI secolo sorse presso il Convento di S. Domenico, quando nel 1612 si gemellò con quella di Nostra Signora della Consolazione della Pace di Palermo. Essa era stata istituita contemporaneamente ad un'altra confraternita ed entrambe erano intitolate alla Madonna del Rosario, in due distinti conventi domenicani: una presso il convento di S. Domenico, l'altra presso il convento di S. Girolamo. Ciascuna aveva una cappella: la prima quella intitolata ai Santi Cosma e Damiano, la seconda quella intitolata ai Santi Simone e Giuda. Dopo il suddetto gemellaggio la confraternita che aveva sede in S. Domenico si chiamò Confraternita di Nostra Signora del SS. Rosario Pace e Bianchi e si diede compiti assistenziali, tra i quali quello di "adoperarsi a portare la pace tra persone e famiglie in lite tra di loro". Essa fondò pure un "conservatorio per orfane" che fu detto delle "Biancuzze". Quanto agli impegni di culto assunsero quello della diffusione della devozione del Rosario, con il compito precipuo di curare una processione che si teneva nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo. Oggi la stessa confraternita cura la processione delle Barette che si snoda per le vie della città nel pomeriggio del Venerdì Santo.
L'altra confraternita, che aveva sede in S. Girolamo era chiamata confraternita Nostra Signora del SS. Rosario dei Santi Simone e Giuda, curava un'altra processione che si teneva in onore di Cristo Risorto, nella notte del Sabato Santo. Anche essa aveva fini assistenziali, tra i quali il riscatto degli schiavi e fornire la dote alle zitelle povere.
A seguito del terremoto del 1783, che distrusse entrambi i conventi di S. Domenico e di S. Girolamo, le due confraternite, nel 1787 si fusero insieme e costituirono l'Arciconfraternita di Nostra Signora del SS. Rosario sotto il titolo di Pace Bianchi dei Santi Apostoli Simone e Giuda, la cui sede fu la Cappella del Palazzo Balsamo Principe di Roccafiorita, che era detta "Cappella Grano" e venne ribattezzata con il nome di "Oratorio della Pace". La cappella, comprese la maggior parte delle opere che la adornavano, fu distrutta dal sisma del 1908. Nel 1932 il Vescovo concesse la costruzione di una nuova cappella nella chiesa di S. Domenico ed essa prese il nome di "Oratorio Pace e Bianchi". Al giorno d'oggi si custodiscono le artistiche "Barette" che vengono portate in processione il Venerdì Santo.
Nel 1970 l'Arciconfraternita si accordava con quella di S. Basilio degli Azzurri e si fondevano insieme con la denominazione di Nobili Arciconfraternite Riunite di S. Basilio degli Azzurri e della Pace dei Bianchi.

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ARCICONFRATERNITA DEI ROSSI

È stata fondata come "compagnia di persone onorate, habili, e virtuose, che fossero solamente del popolo", nel 1541, nella chiesa di S. Angelo della Grecia, contestualmente a quella degli Azzurri e sulla spinta della predicazione del P. Egidio Romano, per esercitare opere di misericordia: soccorrere "quei fanciulli e fanciulle, che lasciati orfani dai loro defunti genitori, senza roba, senza guida, e senza educazione alcuna, capitavano male, riempiendosi la città di malandrini, di gente odiosa e di licenziose femmine".
La confraternita assunse il nome di Arciconfraternita di S. Angelo dei Rossi sotto il titolo di S. Maria dei Derelitti: - di S. Angelo, dal nome della chiesa che fu loro concessa, di rito greco, - dei Rossi, per il colore dell'abito, che "esprimeva amore", - sotto il titolo di S. Maria dei Derelitti perché affidavano la loro opera alla Madonna come madre dei fanciulli abbandonati.
Edificarono "due reclusori distinti …cioè per sesso maschile e l'altro pel femminile … dovendo rimanervi in essi sino all'età di quindici anni li maschi e finché prenderanno stato coniugale le femmine, dovendo a quest'ultime corrispondere una competente dote".
Nel 1583 i confrati costituirono un "Monte di pubblico prestame o Monte di Pietà allo scopo di impedire che gli ingordi usurai profittassero delle condizioni di bisogno di chi doveva ricorrere a debiti. La confraternita si distinse in modo particolare durante la peste del 1763, in quella occasione "istituì un lazzaretto e praticò l'assistenza agli appestati su larga scala e con vero spirito di abnegazione, tanto che non pochi confrati morirono nell'adempimento dell'opera umanitaria".
Nel 1828 si aggiornò lo statuto, precisando "condizioni e qualità di coloro che vorranno essere aggregati all'Arciconfraternita. Costoro dovevano essere buoni cristiani, pieni di timor di Dio, di censo cospicuo e non abbiano mai esercitati impieghi servili né essi né i loro genitori". Le opere anzidette furono sostenute sino al 1890, quando fu sottratta da una legge la gestione dei due orfanotrofi "creando i Conservatori Riuniti" e furono considerati prevalenti i fini assistenziali rispetto a quelli religiosi, per cui rimasero assoggettate alle Opere Pie, quelle oggi denominate IPAB - Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza. Il terremoto del 1908 spazzò via ogni cosa. Con la ricostruzione successiva fu varato u ampio programma assistenziale a servizio dei poveri, "secondo le nobilissime e cristiane tradizioni dell'Opera". Nel 1919 si decise "di rivolgere l'attenzione a quella che si chiamava allora la peste bianca, ossia la tubercolosi, che mieteva vittime a migliaia dappertutto". Sulla spinta di tale bisogno fu creato "un ambulatorio anti e pre-tubercolare a cui fu anche abbinato un istituto per la lotta contro il cancro" e furono gettate le basi per la nascita di un Sanatorio e di un Ospedale, il Sanatorio di Campo Italia e l'Ospedale S. Angelo. Importantissima fu l'opera svolta dal prof. Stefano Pugliesi Allegra e dal Vescovo mons. Angelo Paino, il quale "non ostante la laicizzazione dell'Arciconfraternita, non la privò della sua efficace benevolenza", infatti, tra l'altro, costruì su terreno della Curia, un padiglione con 100 posti letto e una Mensa Arcivescovile.

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ARCICONFRATERNITA DEGLI AZZURRI

Essa è stata costituita a seguito della predicazione del P. Egidio Romano, agostiniano, della Quaresima del 1541. In tale occasione egli aveva fatto appello perché Messina desse maggiore testimonianza di solidarietà cristiana, specialmente verso i condannati a morte e le categorie che avevano maggiormente bisogno di aiuto, sia spirituale che materiale. La Confraternita che ne è nata è detta: - di S. Basilio perché aveva come antica sede la chiesa di S. Basilio ed apparteneva al clero greco, sotto la vigilanza del protopapa di S. Maria del Graffeo, - degli Azzurri, dal colore del sacco che costituiva la divisa dei confrati (il colore era stato scelto per "dare una speranza di cielo all'opera benefica cui si dedicavano"), - di Santa Maria della Pietà, perché i suoi aderenti scelsero di mettersi sotto la protezione della Madonna, madre di "un condannato a morte". La sua finalità era quella di dedicarsi alle opere di misericordia e la condizione per farne parte era quella di "essere cattolici praticanti e avere buoni gradi di nobiltà e di censo". Vi aderirono molti nobili messinesi e il Vicerè di Sicilia, principe Don Ferrante Gonzaga. Tra le opere cui si dedicarono primeggiò quella di "confortare i condannati a morte e assisterli sin dai giorni precedenti la esecuzione capitale". Nel 1543 fondarono il Conservatorio S. Maddalena per le Repentite, "per le donne traviate che decidessero di cambiare vita", ma la loro opera maggiore fu, nel 1581, quella del Monte di Prestanza o Monte di Pietà, che nacque con lo scopo di aiutare quanti, costretti dal bisogno, svendevano ciò che possedevano o cadevano in mano degli usurai. Costituirono pure un fondo per liberare le persone che si trovavano in prigione a causa dei debiti contratti e per distribuire una quantità di cibo più abbondante ai carcerati in alcune feste dell'anno. Oltre all'autotassazione, i confrati si impegnavano a chiedere, a turno, due volte l'anno l'elemosina nelle case.
Nel 1653 fondarono un Monastero, "Le stimmate di San Francesco", per le ragazze di famiglie nobili decadute che correvano il rischio di darsi "a vita scostumata", le quali non erano destinate a farsi suore ma venivano aiutate fornendo loro la dote ove scegliessero la via del matrimonio. Tra le pratiche religiose che curavano c'erano la partecipazione alle processioni più solenni e le quarantore nei primi quattro giorni dell'anno.
Le quarantore circolari costituivano una devozione diffusa ad iniziativa dei Gesuiti inviati da S. Ignazio, per onorare Gesù Cristo, facendo riferimento alle quaranta ore che egli rimase nel sepolcro, adorando il Santissimo per tutto quel tempo. Alla Adorazione partecipavano tutte le Chiese della città, che si impegnavano, a rotazione, ad esporre il Sacramento per tre giorni consecutivi.
Sopravvenute le leggi eversive del 1890, la Confraternita fu sottratta all'autorità ecclesiastica e venne sottoposta alla Prefettura.
Dopo il terremoto del 1908 che ne distrusse la sede, vennero meno il Monte di Pietà e molta vivacità e iniziative. Nel 1938, a seguito del Concordato tra il Governo Italiano e lo Stato Pontificio, si ebbe la reintegrazione della dipendenza dal Vescovo.
Dal 1969 l'Arciconfraternita si è fusa con quella dei Bianchi, confluendo in quella dal titolo di Nobili Arciconfraternite Riunite sotto il titolo di S. Basilio degli Azzurri e della Pace dei Bianchi, pur restando distinte le personalità giuridiche di ciascuna.

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CONFRATERNITA DEL SS. CROCIFISSO detto il RITROVATO

É stata fondata in città nell'anno 1715 con sede nella chiesa di S. Nicolò La Montagna e successivamente, dopo il terremoto del 1783 su perpetua concessione di Mons. Ciafaglione Arcivescovo di Messina, presso la chiesa del SS. Crocifisso Il Ritrovato nel quartiere Tirone di Messina.
Il sodalizio, che aveva lo scopo primario di tenere viva e diffondere la devozione ai dolori della Passione di Cristo e che era sopravvissuto ai vari eventi funesti che avevano travagliato la vita della Città, era rimasto travolto dagli eventi bellici del 1943, che avevano distrutto la chiesa e disperso i confrati rimasti superstiti.
Grazie all'iniziativa di alcuni devoti, a seguito del nulla osta del 26 ottobre 1993 di S.E. l'Arcivescovo Ignazio Cannavò , la Confraternita è rinata, con un nuovo statuto, pronta a riprendere ed a rivitalizzare le antiche finalità, attraverso un rinnovato impegno di devozione e di culto verso i Misteri della Passione del Signore.

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CONFRATERNITA ANIME DEL PURGATORIO detta anche DELLA CONSOLAZIONE

Fu istituita nel 1516, nel convento dei Padri Eremitani di S. Agostino e fu loro assegnato per le adunanze un luogo angusto, dove praticavano la loro devozione alle Anime del Purgatorio. Nel 1633 ottennero il refettorio dalla cui trasformazione ricavarono la chiesa di S. Maria della Consolazione e delle Anime del Purgatorio, detta anche il "Purgatoriello".
Il terremoto del 1908 distrusse la chiesa e la Confraternita si ricostituì nella parrocchia di S. Antonio Abate dove rimase finché non si raggiunse un accordo con la Confraternita di S. Francesco dei Mercanti, che aveva pure perso la sua sede. Fu programmata la ricostruzione dell'Oratorio di S. Francesco, che venne eseguita da alcuni confrati e diventò il luogo delle adunanze.

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CONFRATERNITA DEGLI ARGENTIERI

Fu anche detta di S. Elena e Costantino, perché avevano come sede l'omonima chiesa, che fu demolita, insieme ad altre chiese della stessa zona, a seguito degli avvenimenti del 1848. Rimasti senza chiesa trovarono accoglienza presso la chiesa di S. Agata dei Minori, che sorgeva in prossimità del Duomo. Nel 1866 esse ne ebbero l'affidamento, in conseguenza del fatto che, a seguito di leggi eversive, i Minoriti (o Chierici Secolari Minori), che ne erano titolari, erano stati soppressi come congregazione religiosa.
Il terremoto del 1908 la ridusse in rovina.

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CONGREGAZIONE DEGLI OREFICI E DEGLI ARGENTIERI

Fu costituita seguendo l'insegnamento di P. Antonio Fermo ed ebbe come primo luogo di adunanza la chiesa dei SS. Pietro e Paolo dei Pisani. Nel tempo si costruirono una chiesa con oratorio dedicato a Gesù e Maria. I confrati si riunivano tutte le sere, dopo aver chiuso le botteghe, per compiere le loro pratiche di pietà.

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CONFRATERNITA DEGLI ARTIFICIERI

Fu costituita ad opera dei fabbricanti di fuochi d'artificio e si riuniva nella chiesa dedicata a S. Rosalia.
Venne anche chiamata Confraternita S. Barbara degli Artiglieri. La Confraternita nel 1927 "cedette i propri diritti a mutuo e relitti di aree all'Arcivescovo Paino".

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CONFRATERNITA DEI BARBIERI

Questa confraternita aveva la sua sede nella chiesa della Madonna della Lettera, che anticamente era chiamata S. Maria dell'Alto ed era intesa anche "dell'Alto Basso", perché quando fu edificata la chiesa di Montalto con lo stesso nome, per distinguerla si cominciò a chiamarla appunto "dell'Alto Basso", perché rispetto a quella nuova, edificata per espressa richiesta della Madonna, si trovava più in basso. I confrati rimasero senza sede nel terremoto del 1908, dopo di che donarono i loro diritti al Vescovo.

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CONGREGAZIONE BEATA VERGINE DEL ROSARIO DELL'AVE MARIA

Fu istituita nel Convento di S. Domenico ed i suoi aderenti erano considerati confrati domenicani.
La chiesa di S. Domenico fu distrutta a seguito degli eventi del 1848 ed il convento venne confiscato a seguito di leggi eversive. Il tutto andò in rovina nel terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI BOTTAI

La confraternita si riuniva nella chiesa di S. Erasmo, che la confraternita aveva scelto come patrono, e che fu ceduta ai confrati nel 1452. Venne distrutta nel terremoto del 1908, a seguito del quale i diritti furono devoluti al Vescovo.

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CONFRATERNITA DEI BOTTEGAI

Tale Confraternita venne fondata dai venditori di salumi e di frutta, a meta del 1600, e si riuniva nella chiesa di S. Leonardo. Nel 1701 i confrati si costruirono la loro chiesa, detta S. Caterina dei bottegai, che a seguito del terremoto del 1783 assunse le funzioni di parrocchia, in quanto la chiesa parrocchiale era andata distrutta. Essa stessa crollò nel terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI CALZOLAI

La Confraternita aveva come patroni i santi fratelli Crispino e Crispiniano e si riunivano nella omonima chiesa, la quale fu distrutta dal terremoto del 1908. A seguito del trattato di Utrecht, del 1713, i confrati erano stati espropriati della loro sede, durante la guerra tra Spagnoli e Austriaci; questi ultimi ne fecero una caserma e un carcere. La Confraternita ottenne di costruire un'altra chiesa che fu distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI COCCHIERI

I confrati si riunivano nella chiesa di S. Vito, che venne completamente distrutta nel terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA CONCEZIONE

La Confraternita iniziò tra la fine del 1500 e l'inizio del '600, ad iniziativa di quanto volevano incrementare il culto alla Madonna sotto il titolo di S. Maria dell'Arco. Nella omonima chiesa infatti si venerava una effigie della Madonna che riproduceva un quadro miracoloso che si trovava in un Santuario di Napoli. Il Vescovo del tempo fece della chiesa una sede parrocchiale e i confrati, sentendosi defraudati, la lasciarono, e confluirono nella Confraternita della Concezione presso la chiesa di S. Francesco d'Assisi.

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CONFRATERNITA DEI CONCIATORI DI PELLI detta anche di S. BARTOLOMEO

Questa Confraternita si scelse come patrono S. Bartolomeo, che subendo il martirio venne scuoiato. Nel 1591 il vescovo concesse ai confrati la Chiesa dell'Immacolata Concezione, detta anche "dell'Immacolatella", la quale fu distrutta dal terremoto del 1908. Dopo tale evento si raggiunse un accordo con la Confraternita di S. Marta ed insieme edificarono la Chiesa di S. Marta, dove entrambe stabilirono la loro sede.

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CONFRATERNITA DEI CONFETTIERI

La sede della Confraternita dei confettieri (dolciari) e dei droghieri fu la Chiesa di S. Lucia all'Uccellatore, così detta dal toponimo del luogo dove essi stessi la edificarono, nel 1752. Dopo il terremoto del 1908 che la distrusse donarono i loro diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA DEI CORDARI o DI S. MICHELE ARCANGELO

La Confraternita ebbe sede nell'antica chiesa di S. Michele Arcangelo finché non si trasferì nell'Oratorio dell'Annunziata, quando nel 1556 tale chiesa fu data alle Benedettine provenienti dalla fusione di due monasteri, quello dell'Ascensione e quello della Misericordia. Nella nuova sede, due anni dopo, fu creato un conservatorio per ragazze intitolato a S. Teresa e questo fatto rese difficile la convivenza. Nel 1681 l'intero quartiere dove si adunavano fu fatto sgombrare per trasformarlo in fortezza militare, quindi si trasferirono nella Chiesa Gesù e Maria del Ringo e successivamente in altri conventi. Dopo il terremoto del 1783 la loro sede fu presso la Chiesa dell'Annunziata, detta anche Madonna della Grazia o "A Raziedda". A seguito della distruzione nel terremoto del 1908 i confrati cedettero i loro diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA DEI CUOCHI E PASTICCIERI

Istituita nel 1750, la Confraternita si riuniva nell'Oratorio intitolato a S. Nicolò, detto "di Galtieri" per distinguerlo da altre chiese che portavano lo stesso nome, o "dei cucinieri". Galtieri era il nome del fondatore, i cucinieri erano i confrati. Dopo il disastroso terremoto del 1908 i diritti furono ceduti al Vescovo.

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CONFRATERNITE DEI DISCIPLINANTI

Diverse erano le Confraternite che portavano questo nome. La loro origine è molto antica e sono nate per scopi penitenziali; i confrati infatti si mortificavano il corpo sino alla flagellazione. Avevano una sede nella Chiesa dedicata alla Madonna della Pietà, che sorgeva in un posto solitario, finché questa non passò, dopo il 1550, ai Gesuiti che la demolirono e ne ricostruirono un'altra dedicandola alla Natività di Maria.
Ne è esistita una che aveva la sua chiesa in S. Paolo dei Disciplinanti, cioè di coloro che si dedicavano "alla penitenza e alla mortificazione del corpo ispirandosi alla Passione e morte del Signore". Tale Chiesa nel 1664 fu ceduta alle suore benedettine e i confrati scelsero la Chiesa intitolata a S. Placido, cui venne dato il nuovo nome di S. Paolo dei Rossi, dal colore del saio che indossavano durante le processioni.
Un'altra Confraternita, nel 1497 ebbe l'antica chiesa, esistente dal tempo dei Normanni, intitolata al Santo Sepolcro, che era servita ai Benedettini di Monreale, cui era appartenuta, "come punto di appoggio nei pellegrinaggi verso la Terra Santa". Tale Chiesa risulta ceduta a fra Pietro da Messina che, nel 1503 fu inviato nella città da S. Francesco di Paola (il quale nel 1464 aveva attraversato lo Stretto a piedi, usando il proprio mantello come vela). Il Santo, che si trovava alla corte del re di Francia, aveva predetto, quando era stato a Messina, che in quel luogo sarebbe sorto un convento dell'Ordine dei Minimi di sua fondazione.

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CONFRATERNITA DEI FABBRO-FERRAI

La Confraternita aveva sede nella Chiesa di S. Stefano che era stata voluta nel 502 dal suddiacono Jannuario in onore dei Santi Stefano, Pancrazio ed Euplio. Tale chiesa durante la guerra del Vespro fu usata come luogo di sepoltura dei francesi trucidati durante quegli avvenimenti, per questa ragione fu anche detta "Camposanto". I confrati avevano come patroni i Santi Stefano ed Eligio.

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CONFRATERNITA DEI FACCHINI

La Confraternita dei facchini aveva sede nella Chiesa dedicata a S. Maria di Lampedusa, il cui nome era derivato dall'isola di Lampedusa dove era venerata una immagine della Madonna, onorata anche dai Mori. I confrati, quando l'ebbero ottenuta, la riedificarono, ma fu persa nel terremoto del 1908. Il loro patrono era Sant'Ilario.

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CONFRATERNITA DEI FALEGNAMI

La Confraternita aveva la sua Chiesa in S. Giuseppe al Palazzo, detta "al Palazzo Reale", perché sorgeva vicino ad esso e per distinguerla da altra Chiesa di S. Giuseppe a Portalegni. I confrati si trovarono senza sede a seguito del terremoto del 1908, ma essi la ricostruirono in un altro luogo, dopo essere stati ospitati prima nella Chiesa di S. Elia, poi nella Chiesa dell'Annunziata dei Catalani. La nuova sede fu benedetta dal Vescovo nel 1938.

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CONFRATERNITA DEI FORNAI E PASTAI

La Confraternita ebbe una sua Chiesa, ma quando fu distrutta, si trasferì in quella del SS. Crocifisso Ritrovato, così detta perché era stata completata nel 1715 e con grande partecipazione popolare sul luogo in cui era stato ritrovata, "dipinta a fresco", una immagine del Crocifisso in una casa diroccata. Venne distrutta poi dal terremoto del 1908 ed i confrati cedettero i loro diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA DEI FRUTTIVENDOLI

A questa Confraternita, fondata intorno alla metà del 1600, aderivano i venditori di salumi e di frutta. Essa si riuniva, dapprima nella Chiesa di S. Leonardo, successivamente nella Chiesa che si sono costruita, nel 1701, dedicandola a S. Caterina e che fu detta "dei Bottegai". Questa Chiesa fu distrutta dal terremoto del 1908. Nel 1719 la stessa Confraternita aveva ricostruito la chiesa intitolata a S. Maria La Nova (diversa dalla Cattedrale, che per secoli portò lo stesso nome), ma nel terremoto di inizio '900 anch'essa fu rasa al suolo.

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CONFRATERNITA DEI LINAIOLI E MANNARI

Aderivano a questa Confraternita i cardatori del lino e della lana. Intorno al 1620 si erano costruita la Chiesa di S. Cristoforo, ma la loro esistenza è più antica.

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CONFRATERNITA DEI MACELLAI

La Confraternita dei macellai si riuniva nella Chiesa di S. Filippo d'Agira, ma nel 1751 si costruirono una loro Chiesa dedicandola alla Madonna della Lettera. Sparì con il terremoto del 1908, a seguito del quale i confrati cedettero i loro diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA MADONNA CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI

Questa Confraternita, sotto gli auspici dell'Arciconfraternita degli Azzurri che "intratteneva i condannati al patibolo per dar loro conforto" e della Confraternita della Madonna Consolatrice degli afflitti che "aveva il compito di dare dolorosa e cristiana sepoltura a chi moriva in povertà", aveva provveduto nel 1620 alla costruzione della Chiesa dedicata alle Anime del Purgatorio. Dopo che la stessa fu ricostruita a seguito del terremoto del 1783, fu distrutta definitamene dal sisma del 1908.

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CONFRATERNITA DEI MARINAI

Nel 1565 i marinai, che avevano voluto, vicina al mare, la Chiesa dedicata alla Madonna di Portosalvo, detta "Chiesa dei Marinai", per il culto legato ad una immagine antica che era venerata nel Monastero di S. Chiara e portata da naviganti provenienti dall'Oriente, costituirono questa Confraternita "per la devozione e il culto della Madonna di Portosalvo". Il Vescovo del tempo concesse ai confrati il privilegio "di portare la reliquia del Sacro Capello della Vergine, custodita in una splendida boccia di cristallo e montata su un reliquiario a forma di vascello, nella processione del Corpus Domini".
Nel 1743 la confraternita abbandonò la sua chiesa, a seguito di contrasti provocati dai frati detti "Riformati dell'Osservanza" che, stabilitisi lì nei pressi, ottennero di potervi officiare, ma nel 1629, "nottetempo", la fecero demolire per costruirne una più grande. Per eliminare ogni litigio, i confrati si costruirono un'altra chiesa, chiamata "Chiesa dei Marinari", e la dedicarono ancora alla Madonna di Portosalvo. Tale chiesa fu distrutta nel terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI MEDICI E SPEZIALI

Era una Confraternita antica, e per tanto tempo rimase senza sede, per cui veniva ospitata in diverse chiese della città, fino a quando i confrati se ne costruirono una, nel 1729, intitolata ai Santi Cosma e Damiano, che avevano scelto patroni. Dopo il terremoto del 1908 anch'essi, a seguito delle distruzioni intervenute, cedettero i loro diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA MISERICORDIA DI S. ONOFRIO

La Confraternita della Madonna della Misericordia di S. Onofrio, aveva sede nella omonima Chiesa di S. Onofrio, chiamata "S. Nicolicchia" perché, rispetto ad altre che portavano lo stesso nome, era piccola. Cessò con il terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI MURATORI E MANOVALI

A questa Confraternita aderivano i muratori e gli scalpellini. Essa fu costituita nel 1579, con il titolo di Confraternita di S. Maria dell'Itria dei Muratori e degli Scalpellini, e loro sede fu la Chiesa di S. Maria dell'Itria, finché non costruirono la propria Chiesa di S. Marta, anch'essa distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI MUSICI

Sede di questa Confraternita era la Chiesa di S. Cecilia loro patrona, che era stata costruita nel 1282 e fu demolita nel 1877 quando si decise un nuovo assetto per la viabilità. Dopo tale data i confrati convenivano nella Chiesa di S. Agostino, sino al terremoto del 1908 che la mandò in rovina.

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CONFRATERNITA NATIVITA' DI MARIA BAMBINA

La Confraternita, sorta nel 1584, con il titolo di Confraternita della Natività di Maria SS. , aveva sede nella Chiesa di S. Giorgio, dove sorgeva un Oratorio dedicato a "San Giorgio". Dopo la distruzione nel terremoto del 1908 i confrati cedettero i loro diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA DEI NOBILI

Questa antica Confraternita aveva sede presso la Chiesa di S. Antonio di Padova all'Immacolata, che fu distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEGLI OLEARI

Costituita dai confrati, che erano venditori di oli, aveva sede nella Chiesa di S. Maria dell'Indirizzo, che fu distrutta definitivamente dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEGLI OREFICI E ARGENTIERI

Ai confrati, che per le loro adunanze avevano come sede la Chiesa di S. Elena e Costantino, che avevano scelto come protettori, quando questa, dopo i bombardamenti del 1848, fu demolita, venne affidata, nel 1866, la Chiesa di S. Agata (detta dei Minori, perché dal 1617 era stata dei Chierici Secolari Minori o Minoriti, il cui Ordine fu soppresso da leggi eversive). Tale chiesa fu distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEGLI ORTOLANI

Questa Confraternita completò la costruzione della propria chiesa all'inizio del 1600, dedicandola al patrono S. Paolino, ed è scampata a tutti i disastri che hanno interessato la città sino al presente. In essa, dopo il terremoto del 1908, è stato trasferito il culto di S. Rita, per cui questa chiesa è anche chiamata di S. Rita.

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CONFRATERNITA DEI PESCATORI

Di questa Confraternita, intitolata a S. Andrea dei Pescatori, si sa che aveva come patrono l'apostolo S. Andrea e che ha ceduto i propri diritti al vescovo, dopo il terremoto del 1908. Forse era appartenuta a loro la statua della Madonna del Rosario dei Pescivendoli, opera del '700, che prima di tale data si trovava collocata in una nicchia su una strada pubblica e che ora si trova nella Chiesa di S. Giuseppe.

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CONFRATERNITA PIÈ DI GROTTA

Sorse per coltivare la devozione alla Madonna della Pietà, il cui quadro era venerato nella Chiesa di Santa Maria di Piè di Grotta, il cui nome, dal 1595 divenne di Madonna della Mercede, perché fu tenuta dai Padri Mercenari (cioè della Madonna della Mercede), ordina nato "per la redenzione degli schiavi". Tal Chiesa andò distrutta nel terremoto del 1908, ma venne ricostruita e rimane affidata agli stessi confrati.

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CONFRATERNITA DEI PORTANTINI E LETTIGHIERI

Gli aderenti a questa Confraternita si adunavano nella Chiesa di S. Maria l'Accomandata (o Raccomandata, cioè Colei che raccomanda), alla quale, quando fu loro affidata, fu aggiunto il nome di S. Euno che ne era il patrono. Nel terremoto del 1908 fu completamente distrutta.

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CONFRATERNITA DEI PRETI

I preti costituirono nel 1642 una loro Confraternita intitolata a S. Pietro. Si radunavano dapprima presso i Padri Crociferi, finché non fu costruita una loro chiesa, quella appunto di S. Pietro, inserita in un edificio che fino al 1818 fu destinato ad ospedale per preti poveri e bisognosi di assistenza. Oggi la Confraternita ha sede presso la Chiesa di S. Elia.

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CONFRATERNITA DEL ROSARIO

Fu costituita presso la Chiesa di S. Girolamo dai Domenicani, nella quale essa aveva una cappella dedicata ai Santi Simone e Giuda. La Confraternita, dopo il terremoto del 1783, si fuse con la Confraternita di Pace e Bianchi e si trasferì nell'Oratorio della Pace, poi distrutto dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI SALUMAI E FRUTTIVENDOLI

Era la Confraternita dei venditori di salumi e di frutta. Costituita a metà del 1600, essa si riuniva dapprima nella chiesa di S. Leonardo, poi, quando si costruirono la loro chiesa, dal 1701 nella Chiesa di S. Caterina dei Bottegai, la quale venne distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA S. FILIPPO D'AGIRA

Tale Confraternita si adunava nella Chiesa dedicata a S. Febronia, che, quando fu ceduta ad essa, fu intitolata a S. Filippo d'Agira (o d'Argirò). Nel 1580 passò ai "Trinitari per la redenzione degli schiavi" ed essi la cedettero ai Padri Filippini (o Congregazione dell'Oratorio, fondata da S. Filippo Neri), che , ricostruitala la intitolarono a S. Filippo Neri. Il terremoto del 1908 la ridusse in macerie.

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CONFRATERNITA S. FRANCESCO DEI MERCANTI

Fu istituita nel 1588 ad opera di un mercante, Giuseppe Dolis (o De Polis), insieme ad altri "mercadanti". Essi scelsero come patrono S. Francesco ed ebbero come prima sede la chiesa di S. Giuliano. Nel 1626 si costruirono una nuova sede che venne distrutta dal terremoto del 1783. I confrati provvidero subito alla ricostruzione e ne fecero, come scrisse un biografo del tempo "come un museo delle più belle pitture che si vedono in Messina". L'altro sisma del 1908 ne provocò la totale distruzione. La confraternita si ricostituì prima nella chiesa di S. Elia, poi nella chiesa di S. Lorenzo, quindi si accordarono con un'altra confraternita, quella delle Anime del Purgatorio, che aveva un suo oratorio ed edificarono il nuovo oratorio di S. Francesco.

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CONFRATERNITA S. GIOVANNI DECOLLATO

Tale Confraternita aveva il compito di "dare sepoltura ai condannati a morte". Essa aveva sede nella Chiesa di S. Giovanni Decollato che fu distrutta dagli Spagnoli, dopo la rivoluzione del 1674-1678, per la costruzione della cittadella militare. Dopo tali fatti si trasferirono nella Chiesa di S. Carlo Borromeo, che ricostruivano nel 1727 dedicandola a S. Giovanni Decollato. Fu distrutta dal terremoto del 1908 e, ricostruita, definitivamente fu tolta di mezzo dai bombardamenti bellici subiti dalla città nel 1943.

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CONFRATERNITA S. MARIA DELL'ANDRIA

Questa Confraternita fu fondata nella Chiesa dedicata a S. Maria dell'Andria (dal nome della località pugliese dove si venerava una immagine della Vergine), nata dalla devozione degli abitanti della zona in cui, nel 1608, era stato costruito un oratorio dedicato a S. Nicolò, con l'intenzione di "bonificare una zona malfamata per padroneggi e malcostume". La Chiesa fu distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA S. MARIA DELL'ARCO

Si adunava nella Chiesa dai Benedettini dedicata a Santa Maria La Latina di Gerusalemme, che fu distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA S. MARIA DEL BOSCO

Oggi la Confraternita si aduna presso la Chiesa di S. Elia, dove si custodisce un dipinto della Madonna del Bosco.

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CONFRATERNITA S. MARIA DELLE GRAVIDELLE

La Confraternita è sorta nel 1908, per "ripristinare al culto la chiesa" dedicata da molti secoli alla Madonna delle Gravidelle. Ivi era venerata una immagine di Maria invocata per implorare protezione nelle malattie e nei pericoli, soprattutto "dalle donne in attesa di diventare madri e quelle che desideravano di diventarlo". La Chiesa, danneggiata dal terremoto del 1783 e successivamente restaurata, fu distrutta dal sisma del dicembre 1908.

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CONFRATERNITA S. PLACIDO

La Confraternita fu istituita nel 1588 a seguito dei lavori di ristrutturazione della Chiesa di S. Giovanni di Malta, nel corso dei quali tornarono alla luce i corpi dei Santi Martiri messinesi Placido, Eutichio, Vittorino, Flavia, Fausto, Firmato che furono decapitati con altri trenta monaci benedettini. La Chiesa fu ricostruita dopo il terremoto del 1908 e la Confraternita ricostituita.

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CONFRATERNITA S. ROCCO

La Confraternita di S. Rocco si occupava dell'Ospedale S. Maria della Carità, che era uno della dozzina di ospedali esistenti a Messina fino al XVI secolo, emanazione per lo più di istituzioni religiose. Nel 1543 i vari ospedali furono riunificati e i confrati lasciarono il loro.

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CONFRATERNITA SS. TRINITA'

Fondata nel 1562 essa ebbe dall'anno successivo la chiesa intitolata alla SS. Trinità.

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CONFRATERNITA DEI SARTORI

Era la Confraternita dei sarti, con patrono S. Omobono cui dedicarono l'omonima chiesa, che ne fu sede sino a che non venne demolita. Successivamente i confrati si adunarono nella Chiesa di S. Girolamo, dove dedicarono una cappella al loro santo.

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CONFRATERNITA DEGLI SCARICATORI DEL PECULIO FRUMENTARIO

La Confraternita si riuniva nella Chiesa di S. Maria della Provvidenza e dopo il terremoto del 1908, cedette i propri diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA SCHIAVI DELLA MADONNA DELLA LUCE

Fu costituita attorno all'immagine della Madonna della Luce che si venerava, proveniente da Randazzo, nella Chiesa della SS. Trinità.
La Confraternita, dopo il terremoto del 1908, cedette i propri diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA DEGLI SCIABACOTI

La Confraternita dei "venditori al minuto di pesci" si adunava nella chiesa dell'ospedale civico della Madonna della Pietà, che era nato nel 1542 dalla fusione degli ospedali di Messina. Tale Chiesa fu dedicata a Tutti i Santi. La Confraternita, dopo il terremoto del 1908, cedette i propri diritti al Vescovo.

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CONFRATERNITA DEGLI STAFFIERI E PALAFRENIERI

La Confraternita si adunava nella Chiesa di S. Biagio, che fu distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA DEI TESSITORI

Tale Confraternita dei tessitori di drappi di seta aveva come chiesa, fino al 1908, quella di S. Michele al Tirone.

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CONFRATERNITA DEI TINTORI

Questa Confraternita si riuniva nella propria chiesa, edificata nel 1660 e dedicata al patrono S. Liberale. Fu distrutta dal terremoto del 1783 e dopo quella data utilizzarono la Chiesa dedicata a S. Maria La Porta, dopo essersi unificati con la Confraternita che ivi era già presente. Le due Confraternite si fusero in una chiamata di S. Maria La Porta in S. Liberale. Tale Chiesa fu distrutta dal terremoto del 1908.

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CONFRATERNITA VERGINE DELLA CROCE

Questa Confraternita, probabilmente risale al XIII secolo,"forse l'erede di quei Canonici del Santo Sepolcro o S. Croce di cui parla il Gallo a proposito di S. Pelagia", una istituzione (una casa di ospitalità) creata nella Messina del Seicento per "accogliere e aiutare delle donne che, abbandonate o maltrattate dai mariti e non avendo possibilità economiche, si trovassero in difficoltà per risolvere il problema di una separazione volontaria, o forzata, o imposta dalla legge". I Canonici Regolari della Santa Croce (il riferimento è alla Croce ritrovata da S. Elena) nel 1537 si erano costruita la Chiesa di S. Pelagia, ma dopo non molto tempo fu ceduta al conservatorio delle "donne male maritate".
I confrati si adunavano nell'Oratorio intitolato a S. Tommaso Becket ed il loro glorioso passato non doveva avere confronti perché, nella processione del 3 giugno, in onore della Madonna della Lettera, patrona della città, "aveva la precedenza su tutte le Confraternite". L'oratorio, che sorgeva contiguo alla Chiesa di S. Maria di Gesù Inferiore, detta anche "Terrasanta", fu distrutto con essa nel terremoto del 1908.

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